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antonino masilotti

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CERCO SPAZIO NELLE VOSTRE MENTI
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hey amico sn capitato nel tuo blog, per caso sei un cantante?
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Nov. 14
January 27

....

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"CHE TE NE FAI D'UN TITOLO ?" DI C.BUKOWSKI:



Non ce la fanno
i belli muoiono tra le fiamme:
sonniferi, veleno per i topi, corda,
qualunque cosa........
si strappano le braccia,
si buttano dalla finestra,
si cavano gli occhi dalle orbite,
respingono l'amore
respingono l'odio
respingono, respingono.
non ce la fanno
i belli non resistono,
sono le farfalle
sono le colombe
sono i passeri,
non ce la fanno.
una lunga fiammata
mentra i vecchi giocano a dama nel parco
una fiammata, una bella fiammata
mentre i vecchi giocano a dama nel parco
al sole
i belli si trovano all'angolo di una stanza
accartocciati tra ragni e siringhe, nel silenzio,
e non sapremo mai perchè se ne sono andati,
erano tanto
belli.
non ce la fanno
i belli muoiono giovani
e lasciano i brutti alla loro brutta vita.
amabili e vivaci: vita e suicidio e morte
mentre i vecchi giocano a dama sotto il sole
nel parco.


December 04

....

Nidificare al buio

distrarti

aspettare leggi nuove per nuove eclissi

improvvisare in un carillon antico con bambole carnivore.

tu sei qui

per non avere paura,

libagione del cuore,

per non avere altro

che quel seno disteso

acceso sul cosmo...

Accompagnami

se puoi

non perdermi accanto

se puoi

fammi venire nei tuoi colori!
September 13

BUGO - c'è crisi

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September 01

POP PORNO

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June 14

...

Digiunare sui tuoi occhi,

Il cibo è materia che brucia.

.

Rantoli con la mia bocca

Sirena curvilinea,

l’acqua si increspa e i surfisti muoiono nell’estasi

abbracciati

.

L’essenziale

Mi è scappato dalle mani,

domani dovrò

ingannarti con la luna

.

Cosparso di fiori

Al limite del giardino

Guardo Eva

Che copula con gli alberi

.

Svegliami senza ragione

Mentre sogno il mio corpo

Nel mio corpo

Che si addormenta

Succhiando sogni da una flebo

.

La radice dell’aria

In una camera sterile

Cresce

da  un seno scoperto,

allattato

.

Fammi arrossire

Tra i tuoi petali nuovi,

deflorato nel cuore

da clitoridi accese

.

nel mio urlo

urlalo piano,

il piacere dell’ultima cena

sulla tua schiena.

June 09

profumo di donna

Profumo di donna 

Occhio nero

Che fissa il collo liscio

Sapore cieco

Di una vergine in affitto

-

La pistola è un angelo

Con cui ci si gratta la testa,

un cuscino nero

sul quale una donna

perderà la testa

-

Profumo di vagina

Bagnata

dalla saliva,

nel nero giardino

le nere cure

della

lingua

prima di diventare cieco.

-

Le ragazze dormono

Con la testa sotto il cuscino e

Schivano il proiettile

Ma al risveglio dovranno

Venire

in nuovo giardino,

baciando

senza bocca

il loro uomo

che sente il profumo

col suo

guanto nero.

 

 

 

May 06

...,,

Invitami a cena

Fammi parlare

Regredire

Immergere la faccia nella mangiatoia

Allegro maitre

Di manicomio

Fammi servire

Le tue labbra a una bocca golosa

Mescolare

Ormoni e tenebre in una hall di

Bordello

Chiuso

O

Dentro il tuo vano porta oggetti..

Fammi immaginare

Cavalli con la lingua

Dentro i tuoi capelli e

Il fiato nei miei occhi..

Fammi

Perdere le mani in un abbraccio freddo

Di surgelati e

Latta,

filare

nella tua pancia

la sottana delle bambole.

Fammi

Lavare la gola in uno specchio

D’acqua usato

Ma dimmi di non bere.

Fammi cadere al collo

Il rosario più Pop

E non arrossire se prego a colori.

Sbriciola il cuore nel piatto

Mangiamo e

Tremiamo aperti

a cielo

aperto,

quello che perdiamo

lo respirano i polmoni.

 

May 04

Dalla Signorina Felicita di G.Gozzano

Tu m'hai amato. Nei begli occhi fermi
luceva una blandizie femminina;
tu civettavi con sottili schermi,
tu volevi piacermi, Signorina;
e più d'ogni conquista cittadina
mi lusingò quel tuo voler piacermi!

Unire la mia sorte alla tua sorte
per sempre, nella casa centenaria!
Ah! Con te, forse, piccola consorte
vivace, trasparente come l'aria,
rinnegherei la fede letteraria
che fa la vita simile alla morte...

Oh! questa vita sterile, di sogno!
Meglio la vita ruvida concreta
del buon mercante inteso alla moneta,
meglio andare sferzati dal bisogno,
ma vivere di vita! Io mi vergogno,
sì, mi vergogno d'essere un poeta!

Tu non fai versi. Tagli le camicie
per tuo padre. Hai fatta la seconda
classe, t'han detto che la Terra è tonda,
ma tu non credi... E non mediti Nietzsche...
Mi piaci. Mi faresti più felice
d'un'intellettuale gemebonda...

Tu ignori questo male che s'apprende
in noi. Tu vivi i tuoi giorni modesti,
tutta beata nelle tue faccende.
Mi piace. Penso che leggendo questi
miei versi tuoi, non mi comprenderesti,
ed a me piace chi non mi comprende.

Ed io non voglio più essere io!
Non più l'esteta gelido, il sofista,
ma vivere nel tuo borgo natio,
ma vivere alla piccola conquista
mercanteggiando placido, in oblio
come tuo padre, come il farmacista...

Ed io non voglio più essere io!

January 01

,

Acrobata,

Rompi le righe!

Le ali coprono la scena

I trapezi crollano

E tu continui a salire

Sulle schiene,

Con un istinto piramidale

Scegli le vie dell’aria

mordendo funi invisibili

e schiene di vergini che scivolano sulla porta

di Allah

e vengono giù come grappoli d’uva

che riempiono bocche affamate.

-

Funamboli

Di vetro soffiato

Riflettono

Sulla fragilità di dio

Mentre

Si rompono

Tra le urla dei bambini.

Tu che voli,

hai il viso

e le mani bruciate!

Chilometri di scia nei polmoni!

Occhi lasciati dappertutto!

L’atomica fiorisce in un quadro di Van Gogh

E tu  imiti i corvi che cercano il suo cuore dentro un campo!

.. 

Non hai paura di trascinarti giù l’amore

Dentro una rete

Di protezione?

Nella bocca del cannone

Una donna si fa esplodere

Ridendo…

Hai pochi secondi per darle  una ragione!

..

Si aprono le gambe

Mentre sparisce nello spazio e un fiore bagnato

Cade sui tuoi occhi.

--

Non puoi avere cura del suo giardino se non sfondi il telone del

circo e passi oltre!

 

Il numero non è finito

E già

Sbattono le mani…

 

Qualcuno si diverte a scoprire che sei umano!

December 08

.....

GUARDATE,SE VOLETE, I MIEI VIDEO SU YOUTUBE...
SONO GRADITI COMMENTI!!
 
 
 
December 03

video

 

L'abbandono (Marta Sui Tubi)

Artista: Marta Sui Tubi testi
Album:  C'è Gente Che Deve Dormire



Le case in cui ho vissuto
erano cieli chiusi dentro ad una scatola
ed ho lasciato tracce tanto chiare
che qualcuno male interpreta
l'educazione non prevede che
si possa andare via bene
senza stare un poco male
.......per l'alba che c'e' in me
in fondo anche un pianeta non e' altro che
una scatola
un po' sferica
le cose che non ho portato via
erano quelle
che non hai voluto
quelle che ho scartato
prima di andar via......
sono un infinitesimo di te di me e di te
solo una parte infinitesima
sono un infinitesimo di te di me e di te
solo una parte infinitesima

October 21

WHITE RABBIT A WOODSTOCK - 69' (mi fa venire i brividi!!!)

 

Jefferson Airplane - White Rabbit (1967)

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One pill makes you larger, and one pill makes you small

Una pillola ti fa diventare più grande, e una pillola ti rimpicciolisce

And the ones that mother gives you, don't do anything at all

E quelle che ti dà tua madre, non hanno alcun effetto

 

 

Go ask Alice, when she's ten feet tall

Prova a chiederlo ad Alice, quando è alta dieci piedi

 

 

And if you go chasing rabbits, and you know you're going to fall

E se tu sei a caccia di conigli, e ti accorgi che stai per cadere

Tell 'em a hookah-smoking caterpillar has given you the call

Dì loro che un bruco che fuma il narghilè ti ha mandato a chiamare

 

 

And call Alice, when she was just small

E chiama Alice, quando è proprio piccola

 

 

When the men on the chessboard get up and tell you where to go

Quando gli uomini sulla scacchiera si alzano e ti dicono dove devi andare

And you've just had some kind of mushroom, and your mind is moving low

E tu hai appena preso qualche specie di fungo, e la tua mente sta affondando

 

 

Go ask Alice, I think she'll know

Prova a chiedere ad Alice, penso che lei saprà (la risposta)

 

 

When logic and proportion have fallen sloppy dead

Quando la logica e le proporzioni (delle cose) sono cadute morte al suolo

And the white knight is talking backwards

E il cavaliere bianco sta parlando all'incontrario

And the red queen's off with her head

E la regina di cuori ha perso la sua testa

Remember what the dormouse said

Ricorda quello che aveva detto il ghiro

Feed your head, feed your head

Alimenta la tua mente, alimenta la tua mente

 

 

 

 

 

September 27

la vedova bianca (Afterhours)

 
September 23

maschera con rossetto (copione)

Maschera con rossetto

(2 atti e una bambola di meno)

 

PRIMO ATTO

 

(I. accovacciata su un divano,maschera nera, gonna a balze nera,guanti,rossetto fortissimo.. fissa un punto nel vuoto,risponde alle domande di una giornalista… a pochi centimetri da lei, in piedi, una ragazza vestita di un velo trasparente mostra i polsi al pubblico con lo sguardo cerca gli occhi della sua vicina)..

 

 

Giornalista: - … dove si trova in questo momento? Potrebbe descriverci i suoi pensieri…?

 

I. ( muove le labbra rosse, le inumidisce, le lunghe ciglia come dei sipari spalancati su un fondale nero) : - avrei voluto dei gatti qui con me? Dei gatti veri, sparsi per la sala … non ho nulla di morbido da accarezzare… questo divano è così freddo …

 

(la ragazza in piedi comincia a tremare, lo sguardo fisso su isabella, le labbra cianotiche).

 

Giornalista: - .. perché ha scelto di coprire il suo volto con una maschera ? dov’è Isabella in questo momento ?… può sentirci.. lei può invocarla per noi?

 

(primo schizzo di sangue dai polsi della ragazza.. i suoi piedi nudi si sporcano.. I. chiude il sipario,, le labbra sussurrano): -

Mi hanno strappato gli occhi…prima di arrivare qui… è stato un gatto.. ho visto la sua anima e lui mi ha punito…

Non è uscito sangue ed io ho riso.. ho riso tanto di quel vuoto asciutto che è si aperto dietro gli occhi…

Ho indossato la maschera come si fa con il nero .. nel lutto …

Come una vedova nera senza occhi.. ho scoperto il teatro… l’avvenire mostruoso del mio volto è un teatro di labbra e bestemmie che ridono al mio capezzale di bambola…

Un gatto divino … ha strappato via la collera dalle iridi…come il corvo di Poe…urlando “ Mai più! ”

Ora inizia il poema .. ho le pagine mancanti... il mio altare..

E una creatura da far sanguinare nel lutto della mia mente.

 

 

Giornalista:  - qual è il suo rapporto col divino? La sua scrittura è un rito? Una messa? Un estremo tentativo di rivolta o di conciliazione?

 

(La ragazza ora piange e sanguina ..trema ancora.. guarda isabella …farfuglia parole ) : - M,a,i,p,i,ù ! n,o,n,m,i,t,o,c,c,h,e,r,a,i m,a,i,p,i,ù!


I. (con una mano si toglie il rossetto.. con  le dita sporche di rosso disegna dei baffi sulla maschera.. poi le succhia.. assaporandole come dei resti di cibo)

: - .. non riesco a sporcarmi… ci provo con queste mani nere… provo a imbrattare la mia pelle.. ma c’è n’è sopra dell’altra…

Quando l’ho indossata? E come? Ero forse lubrificata..? mi è scivolata addosso  questo carcere sintetico o mi hanno aiutato ad entrare?

Come stringe!!! Non sento più il mio odore… !! sudo! sudo! sudo!

Odore di vernice.. Voglio uscire!!.. voglio sporcarmi (in delirio tenta di strapparsi la tuta senza riuscirci.. il mascara comincia a colare sulla bocca) : -

 

Mi sto sciogliendo!! Spegnete le luci!! (rivolgendosi alla giornalista) : - aiutami a togliere i guanti!!... la pelle sta morendo!!

Strappami da dosso questo cimitero !! … (delira) : - il                       Collezionista non vuole bambole ferite! c’è un posto vuoto sulle sue gambe… io sarei perfetta!!  La marionetta perfetta per le sue mani divine… con le sue dita a muovere i miei passi nella Commedia di Dante o sopra i tasti di un pianoforte a suonare il nostro inno alla gioia dei turbamenti..

 

(un nuovo flutto di sangue schizza dai polsi della ragazza che ora comincia a disegnare sulla pelle nuda … sono lettere… al disegno accompagna la voce) : -

 

Emme! A! I !...

 

I. : - sento il corvo! È arrivato… ora comincia a gracchiare!!

 

 “ d’improvviso ho sentito bussare, bussare alla mia porta. È  un visitatore , ho pensato ,che bussa alla mia porta, solo questo e nulla più”…

 

(il ‘sipario’ è aperto.. il mascara come pioggia su un vetro riga la parte visibile del volto.. le labbra non si vedono più.. lo sguardo è sempre nel vuoto) :

 

-  cosa sei venuta a dirmi, stonata deità?

… tu mi hai sfregiata.. !!! eri un gatto ma con la gola di un corvo..

Ora entri qui.. ti posi sull’altare.. sei venuto a mangiare la bambola lasciva? 

 

Io non sono ancora pronta..  il teatro non è ancora pronto!! Voglio.. voglio le mani del mio Collezionista!  Lui conosce il mio poema..  è nelle sue mani.. conosce le pagine mancanti.. mi indicherà il sacrificio!!

 

Dimmi….

- riavrò la mia pelle, una volta sfogliata?

 

Ragazza : m – a – i  p – i – ù ù ù ù !!!

(altro schizzo dai polsi .. sporca il vestito di isabella… che però non se ne cura… chiude il ‘sipario’.. la sua faccia è diventata una cascata nera)… :

 

-  riavrò i miei giochi ?

 

Ragazza : - mai più! mai più!

 

- …  gli occhi? L’odore?

 

- mai più !

 

- la chiave? Avrò la chiave del mio corpo?

 

- mai più!

 

- potrò tornare nuda?

 

- mai…

 

-  … più  !!!

 

( I. non sente la ragazza.. è nel completo delirio..ora vede solo righe nere … si dispera e dimena le mani… vuole scacciare il corvo!!):

 

- non sono pronta!

 

Non sono pronte le Sue mani!

 

Vattene!Vattene!Vattene! sto diventando un inchiostro!

 

Ma è troppo presto!

 

non sono ancora pronte le Sue mani!!

 

Giornalista:  - … lei elogia l’immoralità... :  cosa pensa del demonio? Il piacere è sovversivo?  Il male è un antidoto?

 

I. ( il “sipario” è scomparso… dal divano prende una boccettina. comincia a fare bolle di sapone.. improvvisamente è calma ..) :

 

- .. bolle… bolle.. bolle… ne voglio tante … l’altare deve affogare nelle bolle.. lo accoglierò così .. il mio Signore!

..

 Stai accanto a me.. corvo (fa il gesto di una carezza nel vuoto)..

Presto mangerai!! Stanno arrivando le Sue  mani … le sento arrivare! … sono il giocattolo sporco .. ho il lutto in faccia perché il teatro muore….

 

Ma non sentirò  dolore!

 

- mi porterà tra gli angeli.. forse… o mi darà in pasto alle altre bambole!!

 

Ma non sentirò dolore...

 

… Forse cadrò dalla barca di Caronte e Dante scriverà delle bambole che dannano  sull’acqua…

 

Giornalista : - lei ha delle visioni?...  Quando scrive fa uso di sostanze psicotrope? …  Il delirio è uno stadio della creazione?...

 

Ha mai creduto  di essere dio?...

 

I. (continuando ad accarezzare l’aria .. sussulta come un epilettica per tre volte): -

 

Mi ha toccata proprio adesso!!

 

(urla) : - ha le dita di ghiaccio … la mia schiena è fredda… la mia schiena è una scala gelata !!! sta salendo…!

La mia mente è una vetta ghiacciata… aspetta di essere infilzata

Dalla sua bandiera!! (Rimane impietrita.. con la mano sospesa nel vuoto).

 

Giornalista : - Quando toglierà la sua maschera?

 

Ragazza: ( sguardo fisso su isabella.. nuovo fiotto  sulla mano sospesa..) : - mai più!

 

 

SECONDO ATTO

 

 

(In scena al posto di I. c’è una bambola vestita di nero…ha una gonna a balze come quella di I. .. gli occhi chiusi.. su una delle sue guance c’è un ‘m’ rossa, sull’altra una ‘i’…)

 

(dov’era la giornalista ora c’è un uomo, elegante.. in mano ha la maschera di isabella.. guarda la bambola)

 

(al posto della ragazza ora c’è la giornalista.. è seminuda anche lei.. mostra i polsi.. guarda fisso la bambola)

 

L’uomo (rivolgendosi alla bambola) :  - Finalmente sono arrivato !

 

Sei contenta?

(fiotto di sangue dai polsi della giornalista)..

 

- le altre bambole erano come impazzite.. non volevano che venissi da te.. dicono che tu sei un demonio… che le ucciderai …

Dicono che sei nera… un inchiostro ribollente che macchia pagine vergini di diario con bestemmie.. maledizioni..

 

- dicono che ti hanno strappato gli occhi!!

(alza le palpebre della bambola.. dentro non c’è nulla )

 

- ti ha fatto male?

 

(la donna sanguina di nuovo)…

 

L’uomo: - no.. non ti ha fatto male.. lui lo ha fatto per me!

.. ora sei cieca per me!

 

Anche Omero è cieco.. anche lui è nella mia stanza a tracciare le linee del cielo sul suo corpo di vecchio..  è mancato nei suoi occhi… ora si lascia guardare!

 

-  Ti ho liberato! … ti ho liberato dalle tue mani.. stringevi così forte da spezzarti!..

(afferra un braccio della bambola.. gli resta in mano)

 

(la donna sanguina di nuovo.. continua a fissare la bambola)

 

- Ti ho liberato da quella morale appestata che chiamavi rivolta!!

(la donna sanguina ad ogni frase dell’uomo)

 

Dal tuo viso dislessico… dalle messe dell’infanzia conficcate nei timpani.. dai teatri di posa sul tuo corpo senza favole …

 

- dalle bocche delle madri spalancate sopra i colli delle figlie distese sopra i padri..

 

- dal sogno di te dannata  : alfabeto in croce trafitto da un dio…

 

.. ti ho liberato!!

 

.. da questa maschera e dalla vergogna soffocata dai suoi umori di vernice…

 

( l’uomo indossa la maschera di I. .. si avvicina alla donna.. in ginocchio afferra i suo polsi): -

 

: - Ora che sei libera …. Versami da bere!!

(il sangue scivola sulle sue labbra.. buio in scena)

 

EPILOGO

 

(In scena I. è di nuovo sul divano… ora lei è seminuda .. accanto a lei la bambola con un braccio solo.. l’uomo è rimasto in ginocchio.. spalle al pubblico.. testa bassa)

 

I.                   (guardando la bambola.. sillaba): - la – mia- bambola-spezzata!!

 

- dov’è il tuo Signore?

 

- Cosa ti ha fatto alle guance?

 

(l’uomo ride.. voltandosi con la maschera guarda I.)

 

l’uomo : - M ai … P i ù !!

(ride)

 

Una voce di donna(quella della bambola) fuori campo : - altri amici hanno già preso il volo, e domattina, anche lui come le mie speranze, avrà già preso il volo….

 

I. : - quando sarai libera anche tu?

 

L’uomo (ridendo) : - M ai P i ù!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

August 26

poesie di joyce mansour (poetessa surrealista)

Divieto di inversione Senso Vietato

 di Joyce Mansour *

 Quale orrendo piacere

Può reggere il confronto

Con l'autopenetrazione

Senza risparmiare nessuno degli orifizi immaginari

Dall'ano ruminante

Alla piccola bocca di cera

Lui che diventò una donna nell'ossario

Della sua opera           

Lui che snidava il suo fallo

Dentro vicoli anneriti

Ridotto al silenzio soffocato una volta estinto

Il fuoco

Pizzicato il suo pene

Rotto il suo pennello

Un minatore fossilizzato nel sottosuolo

Della sua miniera

Morte profonda? No

Luce succhiata alla pietra

Scogli di marmo in calze di pelle

L'antichità oggi

Galoppa su tacchi alti e traballanti

In funereo splendore

                                     L'albero del cancro trascina

La sua coda

Di inchiostro Nero di Cina

Lungo l'infinito fil di piombo

Del suo schermo di tela

Funambolo sull'acido

Ciglia finte eccesso di gioia calze di pizzo

Sperma amido grasso e albumina

Donne-fiore esplodono vive nell'orbita di Primavera

Come piume maligne bloccate su un muro invisibile

Il  loro pube un vulcano

Bruciato e sterile

La loro ferita un lago di pietra di luna

Una maschera un tic un mimo

Nasconde la loro immagine notturna

La pittura si asciuga

Un nodulo ulceroso si indurisce

Un letto disfatto ricorda e si ingloria

Eretto

La convulsa visione di Pierre Molinier*

Continua a riecheggiare .

 

 ----------------------------- 

Sfrenata allegria da un altrove

Fallo e mummie

 

di Joyce Mansour

 

 

                          Sogni di calli induriti

Esplosi pallidamente

Attraverso le cicatrici di un insipido

Ieri

Non frignare per avere aiuto

Continua a sanguinare

la vita è uno starnuto perpetuo

Ascolta come stride il ferro nel

Vuoto roccioso

Di un'orbita

senz'occhi

La preghiera senza bocca di uomini ambigui

Prostrati dall'angoscia e il verde chirurgico

Ascolta

Aguzza la tua lingua sul ventre bianco e morbido

Annidato in formalina

Poi terminate le grida

Guarda lo sperma freddo piover giù come formaggio

Raccogline le bolle

Scosta i suoi venti acidi verso il marciapiede

Succhia la carne fresca del rubino

Lascialo gridare

Non importa

Strani sogni leggeri mangiano a caso

E non si restringono con l'età

Una muta risata come il mare a mezzanotte

Si affannerà a ritrovare il riposo

E allora l'onda priva di corpo srotolerà

Il suo metallico tuono soffocato e svanirà

In migliaia di echi orrendi

Molto lontano oltre il sanguinoso levarsi del seno di una madre

«Scusate» disse lei vestita nel lutto di una piccola città

E Humpty-Dumpty chiuse un enorme occhio selvaggio.

 ----------------------------------------------------------

 

Il senso dell'olfatto

Fare segno al macchinista

 

di Joyce Mansour * 

 

Un essere trilobato con strane mani soffici

Cammina veloce attraverso il persistente dolore

Di un aborto senza confini

E l'involucro arrugginito di cose inanimate

Bruciando nella formalina come un crudele promemoria

Piagnucola tra urla di dolore

Merda dico perché io non sarò una vittima

Ma strapperò ogni bulbo oculare dalla sua orbita

Raggrinzerò il tuo viso con dita stanche

Succhierò la tua lingua secca di assurdità

E sputerò orgogliosi aggettivi giù nella tomba dell'ascensore

Finché la bava non traboccherà

Starnutisci piccolo embrione

Starnutisci

 

August 19

Corpo a corpo

.... Lo stile che impera è idiozia...
siamo fatti di grammi di idiozia..
ne mandiamo giù a valanghe,oltre il livello di tolleranza e
 sputiamo fuori overdosi di pietà per le bestie che siamo..
poche volte mi è capitato di sentirmi fuori dalla vita, perfettamente in armonia con l'uomo e tutto il resto:
-ricordo in particolare un episodio legato a una vacanza In Polonia..
ero con degli amici in auto, stavamo raggiungendo una città da visitare, guidati  da un'altra auto con degli amici del posto ...
ad un certo punto l'auto che era davanti a noi è scomparsa,,,, .... fino a quel momento era andata pianissimo,,,...
non riuscivamo a spiegarci dove fosse finita.., tutti eravamo lucidi,,, tutti avevamo avuto la stessa inspiegabile  sensazione..
il vuoto che si apre tra due file di alberi che costeggiano la strada,,,, un tratto lungo senza vedere auto davanti a noi...
può sembrare una stronzata ed  effettivamente non mi frega un cazzo se pensate che sia così..
fatto sta che noi 5 ci sentivamo imbambolati,,,scherzavamo sul fatto che potevamo essere morti,,, che sarebbe sato bello morire così,
continuando a muoversi,, rivivendo innumerevoli volte l'attimo prima di uno schianto o di un volo,, sentendosi vivi e inconsapevoli come quando la mattina ci si  sveglia e per qualche secondo si perde la coscienza di sè dei luoghi in cui siamo costretti di ciò che dovremo essere non appena i piedi toccano terra...
esistono sensazioni che portano ad ALTRO: intendo l'altrove, l'immensa voragine in cui i nostri corpi si sono smembrati e ricomposti secondo le fasi di luna, prima di nascere..
esistono appendici che aspettano una vita da sondare nel pieno abbandono della v-i-t-a.
siamo fatti di grammi di idiozia...
il corpo a corpo è ginnastica per fottersi..e basta?urla pietre e gravide assenze in gravidi destini....il tuo corpo ti partorisce ancora  e la tua faccia sembra cambiare... idiota!!!!!....cosa aspetti a morire??!!!
 
August 18

L'eco del corpo (GHERASIM LUCA)

L’ECO DEL CORPO
prestami le tue cervella
cedimi il tuo cervello
la cediglia della tua certezza
questa ciliegia
cedimi questa ciliegia
o un’altra all’incirca
accerchiami nelle tue occhiaie
precipitati
nel centro del mio essere
diventa il cerchio di questo centro
il triangolo di questo cerchio
la quadratura delle mie unghie
diventa questo o quello o quasi
un altro
ma seguimi precedimi
seduzione

tra la notte del tuo nudo e il giorno delle tue guance
tra la vita del tuo viso e la provocazione dei tuoi piedi
tra il tempo delle tue tempie e lo spazio del tuo spirito
tra la fronda della tua fronte e le pietre delle tue palpebre
tra il basso delle tue braccia e l’osanna delle tue ossa
tra il do del tuo dorso e il la della tua lingua
tra i raggi della tua retina e il riso della tua iride
tra il tè della tua testa e i vetri delle tue vertebre
tra il vento del tuo ventre e le nuvole del tuo nudo
tra il nudo della tua nuca e la vista della tua vulva
tra la scia delle tue ciglia e la foresta delle tue dita
tra la punta delle tue dita e la punta della tua bocca

tra il peduncolo dei tuoi peli e la pece del tuo petto
tra il punto dei tuoi pugni e la linea dei tuoi legamenti
tra gli spazi delle tue spalle e il sud–est del tuo sudore
tra la gola dei tuoi gomiti e il cucù del tuo collo
tra il naso dei tuoi nervi e la naiade delle tue natiche
tra l’aria delle tua carne e la lama della tua anima
tra la pioggia della tua pelle e l’orcio delle tue ossa
tra la terra delle tue arterie e il fuoco del tuo fiato
tra il segno dei tuoi seni e i seni delle tue mani
tra le città della tua caviglia e la navicella delle tue ascelle
tra la sorgente delle tue sopracciglia e il progetto del tuo petto
tra il muschio dei tuoi muscoli e il nardo delle tue narici
tra la musa dei tuoi muscoli e la medusa del tuo medio
tra il mantello del tuo mento e la tulle della tua rotula
tra lo stagno del tuo tallone e il tono del tuo mento
tra lo sguardo della tua statura e le strette del tuo sangue
tra la polpa della tua pupilla e l’orto delle tue occhiaie
tra le pieghe dei tuoi piedi e il cervelletto del tuo cervello
tra il letto dei tuoi lobi e la custodia del tuo capo
tra il levriere delle tue labbra e il peso dei tuoi polsi
tra le frontiere della tua fronte e il visto del tuo viso
tra il polso dei tuoi polmoni e il polso del tuo pollice
tra la polpa dei tuoi polpacci e il piatto del tuo palmo
tra i pomi dei tuoi pomelli e il piano delle tue scapole
tra le piante delle tue piante e il palazzo del tuo palato
tra le ruote delle tue gote e i lombi delle tue gambe
tra il me della tua voce e la seta delle tue dita
tra l’ ardore delle tue anche e l’alone del tuo alito
tra l’inimicizia del tuo inguine e le cavità delle tue vene
tra le cosce delle tue carezze e l’odore del tuo cuore
tra il genio delle tue ginocchia e il nome del numero
dell’ombelico della tua ombra
 

July 25

grazie satana (di leo ferrè - cover)

 

Thank you Satan

di Léo Ferré

 

 

Per la fiamma che accendi

Al capezzale di un letto povero o ricco

Per il piacere che si consuma

Nella tela o nel raso

Per i bambini che rianimi

In fondo ai dormitori cherubini

Per i loro petali anonimi

Come la rosa della mattina

 

Thank you Satan

 

Per il ladro di cui recuperi

La tenerezza

Per le porte che gli apri

Sulla tana dei ricchi

Per il condannato a cui badi

All'Abbazia che è sul Monte

Per il rum che gli consigli

Ed il mozzicone di sigaretta che gli servi

 

Thank you Satan

 

Per le stelle che semini

Nel rimorso degli assassini

E per questa cuore che picchia ugualmente

Nel petto delle puttane

Per le idee che trucchi

Nella testa dei cittadini

Per la presa della Bastiglia

Anche se ciò non serve a niente

 

Thank you Satan

 

Per il prete che si esaspera

A ritrovare il dolce agnello

Per il vino elementare

Che scorre al Castello Margaux

Per l'anarchico a cui dai

I due colori del tuo paese

Il rosso per nascere a Barcellona

Il nero per morire a Parigi

 

Thank you Satan

 

Per la sepoltura anonima

Che facesti al Signore Mozart

Senza croce né niente

Un cane becchino del caso

Per i poeti che fai scivolare

Al capezzale degli adolescenti

Quando spingono nell'ombra complice

Dei Fiori del Male dei loro diciassette anni

 

Thank you Satan

 

Per il peccato che fai nascere

In seno alle più rigide virtù

E per la noia che va a regnare

All'angolo dei letti dove non sei più

Per i bigotti che fai pascolare

Nel prato come le pecore

Per il tuo onore a non apparire

Mai in televisione

 

Thank you Satan

 

Per tutto ciò e più ancora

Per la solitudine dei re

Il riso delle teste di morti

Il mezzo di aggirare la legge

E che non si mi faccia tacere

E che canto per il tuo bene

In questo mondo dove le museruole 

Non sono fatte più per i cani...

 

Thank you Satan

 

  

July 12

Baudelaire sulla bocca

Ci sono fiori stasera e bocche che crollano
sotto il loro peso..
una soglia infinita
da spargere con un dito sui capezzoli.
-
Anais e il delta bagnato
in  Vhs
e Miller che spia dall'unica pagina che
ha strappato alle sue gambe
-
spegnetevi  iridi !
nella coppa gialla di Morrison
ci sono serpenti che pregano al contrario
plotoni nei deserti
al centro una fronte che scotta
di proiettile
e
continua nel 
blow job
-
a
leccare senza coscienza
una pazzia
eretta
.
ISABELLA SEI TU
?
o
solo le tue mani
nella vagina letteraria?
 
,,
ci sono mali che affiorano
come i poemi erotici di Verlaine
nei pensieri puberali
- lì hai letti tempo fa e poi affogati dentro un cesso-
--
io prendo i fiori
amore
 giro su me stesso
prima di farmi male
per
poi toccarti.
 
 
 
July 10

nessuna buona azione resta impunita

 
 
Quella che segue è una poesia di  john giorno, uno dei più grandi poeti viventi..
                                                                         VI PREGO DI AMARLA!!!!!!
 
se hai intenzione di rendermi la vita
misera, o di portarmi cattive
notizie,
riattacca
ora,
ma se intendi portarmi gioia nella vita,
grandi notizie,
a te,
io voglio parlare,
inizia a parlare.
 
Io voglio camminare la passeggiata,
giù, percorrendo stanze da bagno in cui mai
sono stato prima,
sgattaiolando nei cessi in cui mai sono stato prima,
noi si fa qualunque ed ogni cosa
che vuoi,
troppo non ci basta, come
un incidente d'auto da cui non riesci a tenere gli occhi lontano
come un treno in deraglio che devi guardare.
 
Voglio sfregare la mia faccia lì e mi
ci voglio rotolare e
mangiare l'odore,
la semplice gioia 
del nuotatore,
assoluto gaudio in fogne senza fondo,
assolute fogne in gaudio senza fondo,
completamente pura
e vuoto,
mangiando il cielo
mangiando il cielo
mangiando il cielo,
milioni di stelle
vengono nel mio cuore,
bentornate a casa.
Martellanti chiodi nell'acciaio con un
pugno pieno d'acqua;
e afferrando una manciata di neve
dal fuoco.
 
Tanti anni fa
pensavo
di poter volare,
e forse
mi sono librato in volo.
 
 
 
 
July 04

QUEL POSTO e ' IL SUONO

......mi rivolgo alla infinita mente bianca che affolla l'infinitamente denso mondo della rete...
voglio dare sfogo solo a libere associazioni.. sverginare il mio cervello qui ed ora, senza usare sostanze particolari..
ieri alla festa del mio amico gianmaria, ci siamo definiti 'nazicattoborghesicomunisti", fermandoci qui solo perchè il fiato non bastava.
non so se capirete: noi non siamo nessuna di queste cose, ne parliamo per uscirne fuori, per far sentire alle nostre orecchie e solo a loro che c'è oltre le parole e gli uomini che le producono e quel posto è il suono...
siamo ladri di quella bestemmia sonora che si agita nei discorsi comuni, nei gesti e negli sguardi che non ci controllano, in quel riso felice 
stupratore che ci porgiamo negli intervalli..nn capite perchè sieti fatti di linguaggio come me  ma non provate a uscirne fuori...
Oggi ho visto un quadro, di un artista contempoerroneo; un rosa o un altro fiore su un letto di piume, titolo:la pace ideale..
ho detto alla guida che mi faceva pensare alla morte, che è pace ma non certo ideale.. il titolo ere un  testo, quella rosa diventava pesante se continuavo a guardarla,. perchè stare lì e sopra a quel titolo?
sto dicendo :basta alle opere che non siano l'artista stesso!!!
non l'ho inventato io l'adagio.
é un testo come gli altri che sto spacciando adesso con l'intenzione di tradirlo o meglio di tradirMi ..
adesso..
..
Cosi' mi presento,, per farmi cancellare via se volete...
ma pensate che se lo farete avrò vinto solo io!!!!!!
 
 

Per risplendere devi bruciare